Maggio 24th, 2009, Author: Cesare Corda, Categories: Cronaca
24 maggio 2009: ore 18:35. E’ stata una delle piu’ calde giornate che si rammenti quella odierna in Sardegna, dove in alcune zone si sono avuti valori di 40°C all’ombra (Chilivani e tutta la valle, così zone interne alto oristanese). A Sassari oggi 34°C (a memoria d’uomo, mai una Cavalcata Sarda così calda), ieri in città la massima è stata di 36°C, con minime decisamente superiori ai 20°C, ma per fortuna ovunque, bassissimi tassi d’umidità.
Aprile 27th, 2009, Author: Cesare Corda, Categories: Politica
REFERENDUM: “QUANDO LA BATTAGLIA SI FA DURA…” di Massimo Fantola
Lo ha detto con chiarezza Fini: “E’ un peccato che per la paura di pochi il governo rinunci a tenere il referendum il 7 giugno, spendendo centinaia di milioni di euro che potrebbero essere risparmiati.”
Il referendum riguarda l’abrogazione della “porcata” ovvero l’attuale legge elettorale, quella che permette di avere in Parlamento deputati e senatori “nominati” ma non eletti dai cittadini, quella rende possibile ai vertici dei partiti di candidarsi in tutti i collegi elettorali,quella che non consente al nostro paese di avere un sistema chiaramente bipolare, nel quale i cittadini eleggono direttamente il proprio governo.
Le centinaia di milioni di euro corrispondono al costo che lo Stato deve sopportare per lo svolgimento del referendum e che sarebbero state risparmiate se vi fosse stato l’accorpamento tra questa competizione e quella per le europee.
I pochi sono i leghisti che, incuranti di dilapidare risorse così utili per la nostra economia e così necessarie per aiutare l’Abruzzo, hanno una paura da matti di perdere il loro potere di interdizione su una maggioranza che, con l’attuale legge, non può fare a meno di loro.
Peccato!
Non posso dire di avere creduto nell’election day, ma ci avevo sperato: avremmo avuto la certezza del raggiungimento del quorum e della vittoria.
Ora tutto si fa più complicato: chiamare a votare i cittadini il 14 o il 21 giugno, in estate a ridosso delle europee, sarà più duro. D’altra parte sappiamo bene che se non si recherà alle urne il 50% del corpo elettorale, saremmo condannati per l’eternità alla “porcata”.
Ma ce la possiamo fare!
Un detto popolare dice: “quando la battaglia si fa dura, i duri cominciano a giocare!”
E noi, spesso accusati di non esserlo abbastanza negli scontri di palazzo, quelli che hanno per bottino assessorati ed enti e nei quali i trabocchetti hanno il sopravento sulle ragioni, dobbiamo dimostrare di saper mettere cuore ed anima in questa battaglia.
E lo dobbiamo fare con tutta la durezza di cui siamo capaci, sapendo che si tratta di uno scontro ideale, alla conclusione del quale al vincitore non verrà riconosciuto nemmeno un premio di consolazione.
Certo, probabilmente, non saremo da soli a buttarci nella mischia. Spero che avremo accanto i tanti amici di quello schieramento trasversale che va dal Pdl al Pd, che, due anni fa, hanno condiviso l’iniziativa.
Ma i nostri avversari, palesi e occulti, devono avere ben chiaro da oggi che, da soli o in compagnia, noi siamo in campo.
Aprile 27th, 2009, Author: Cesare Corda, Categories: Cronaca
di Diego Pistacchi de il Giornale
Non si sente un eroe. Non gli era mai capitata un’avventura simile in tanti anni di comando. Ma in quei momenti ha mantenuto un sangue freddo incredibile. Ciro Pinto, il comandante della Melody, ritrova la forza di raccontare quei minuti di assedio solo a distanza di ore. «Mi sembrava di essere in guerra», è la prima frase che trova per riassumere la serata da incubo. «Non ho subito sentito sparare, non ero sul ponte di comando quando la vedetta ha avvistato il gommone, sono corso su appena ho capito che stava accadendo qualcosa», spiega raccontando che l’equipaggio non si basa solo sugli strumenti. «Un gommone come quello che ci ha attaccato non sarebbe stato rilevato - continua -. Abbiamo sempre qualcuno che controlla a vista». Ovviamente la barca dei pirati è stata notata solo quando c’era poco tempo prima del tentativo di abbordaggio. Pochi istanti, in cui però il comandante Pinto è riuscito a evitare l’assalto dei pirati.
Sembrava una serata tranquilla. «Sappiamo dell’esistenza di questi pirati, ma l’area in cui ci trovavamo non era considerata a rischio - ricorda il responsabile della Melody -. A bordo c’erano diverse attività di intrattenimento. C’era un concerto all’aperto». Il primo pensiero è stato quello di mettere in salvo i passeggeri. «Tutti sono stati accompagnati nelle cabine, abbiamo chiesto di chiudere le loro casseforti e di attendere una mia nuova comunicazione prima di uscire - prosegue il racconto di Ciro Pinto -. È andata bene, anche per i passeggeri è stata una brutta esperienza, ma l’importante è che non ci siano stati feriti. Nessuno si è fatto male».
Le luci sono state spente per impedire ai pirati di avere punti di riferimento. «Ma sono rimaste accese tutte le luci interne, non visibili attraverso gli oblò, per evitare problemi ai passeggeri», precisa il comandante.
Poi c’è stata tutta la fase di reazione all’attacco. Con l’acqua sparata contro la scaletta di alluminio, le manovre per impedire al gommone di accostare, le ripetute virate per rendere pericolosa ogni azione troppo ravvicinata. E i colpi di pistola. Ma Pinto preferisce guardare oltre la terribile esperienza. E il pomeriggio successivo alla grande paura ha solo un pensiero in testa: «È andato tutto per il meglio, abbiamo ripreso la crociera e la normale vita di bordo. Ora i passeggeri sono in piscina, si sentono tranquilli. Abbiamo solo quattro ore di ritardo sulla tabella di marcia, qualche segno di proiettile sulla fiancata e su una scialuppa».
Per aver vissuto una mezz’ora «come in guerra» Ciro Pinto è decisamente sollevato. Anche perché dalla Msc, la compagnia di navigazione armatrice della Melody, arrivano solo complimenti. «Ha eseguito alla perfezione le procedure, ha facilitato il buon esito della situazione - fa notare Domenico Pellegrino, direttore generale della Msc -. Ora la nave sta seguendo un itinerario di sicurezza, sotto il coordinamento del comitato interforze di Dubai». Poi le parole dell’armatore, Gianluigi Aponte: «Siamo molto orgogliosi. Il nostro equipaggio ha dimostrato di saper gestire prontamente l’emergenza. Anche in una situazione così critica il personale di terra e di bordo ha dimostrato grande professionalità ed estrema lucidità».
Aprile 20th, 2009, Author: Cesare Corda, Categories: Sport
Il Cagliari c’è, è vivo e continua ad essere competitivo ad alti livelli. Nonostante sei assenze importanti, a partire da quelle di Conti e Lopez, i ragazzi di Allegri hanno tenuto il campo per lunghi tratti della gara. Matri e compagni hanno commesso il solito errore di sbagliare goals già fatti,con i quali si sarebbe dovuto chiudere la partita, con un risultato rotondo, fin dal primo tempo. Invece si deve ringraziare Marchetti che in pieno recupero, sull’1-0, ha neutralizzato un tiro ravvicinato di Lavezzi che sembrava destinato al gol. Poi il raddoppio di Lazzari, in contropiede, ha definitivamente chiuso l’incontro. Sarebbe sbagliato pensare che la forza del Cagliari sia stata diretta conseguenza della debolezza del Napoli, perchè non è così . Gli azzuri si sono battuti con determinazione correndo con il coltello tra i denti su ogni palla. Hamsik, Zalayeta, Lavezzi, con Mannini, Vitale e Pazienza che spingevano sulle fasce, si sono buttati all’arrembaggio dell’area cagliaritana, ma sono stati ferrmati dal muro della nostra difesa che , da Astori a Matheu, a Pisano a Bianco, ma sopratutto un grande Marchetti, sono stati insuperabili , con i cursori di fascia , Matheu e Pisano sempre presenti nele ripartenze.
Insomma, ancora una volta ha vinto il gruppo, ha vinto la filosofia di un gioco votato ad offendere, facendo pressing alto per togliere l’iniziativa all’avversario e pungendo con improvvisi affondo. Superba , come spesso è accaduto, la prova di Cossu, ma grande prestazione anche di Jeda e Matri .Meriterebbero tutti d essere citati tra i baravi, perchè l’impegno di tutti è stato ammirevole .Il compito che li aspetta è difficile. Mancano sei partite alla fine e solo per due volte giocheranno in casa. Però il Cagliari in trasferta ha fatto partite straordinarie, dunque quste quattro ” battaglie” fuori potrebbero essere , paradossalmente un vantaggio. Ma il segreto per raggiungere il traguardo dell’Europa è battere le dirette concorrenti che sono Roma e Palermo. Se centreremo questo risultato avremo un piede e mezzo in UEFA.
Aprile 14th, 2009, Author: Cesare Corda, Categories: Politica
NON VOGLIAMO PERDERE LA FACCIA di Massimo Fantola
Preferire attendere ancora qualche tempo, ma credo di non potermi esimere da un commento sulla Legislatura regionale che sta muovendo i suoi primi passi.
Il Presidente, infatti, ha nominato la sua giunta e gli ottanta neo consiglieri regionali hanno rianimato il palazzo di via Roma.
A chi mi chiede un giudizio “a caldo” sul nuovo esecutivo, rispondo che non sono in grado di valutarne la forza e l’autorevolezza: non conosco la maggior parte dei nuovi assessori ed è troppo presto per comprendere il grado di coesione che li lega.
Mi fido, però, della capacità e dell’intuito del Presidente Cappellacci e ritengo che abbia ben soppesato le proprie scelte.
Certo non sono soddisfatto dello scarso peso che è stato dato a noi Riformatori, del tutto squilibrato rispetto al nostro risultato elettorale e al ruolo che abbiamo nella politica regionale.
Ma questo è un altro discorso, tutto sommato quasi irrilevante di fronte allo “tsunami” economico che sta sconvolgendo la nostra isola e all’impegno che tutta la coalizione ha sostenuto in campagna elettorale: rivoltare la regione come un calzino e darle una vera prospettiva di crescita.
Dopo le grandi speranze e le cocenti delusioni suscitate nei quattro anni e mezzo dalla giunta Soru sembrava impossibile che l’opinione pubblica potesse entusiasmarsi per un nuovo idea di Sardegna.
Ma il miracolo è avvenuto ed i risultati elettorali ne sono la testimonianza.
Sarebbe, però, un errore madornale non tener presente che quelle stesse attese che ci hanno concesso di vincere ora ci inchiodano alla coerenza.
Non potremmo nemmeno accampare scuse: vantiamo una maggioranza schiacciante in Consiglio e l’opposizione, ancora dilaniata dalla contrapposizione armata tra soriani ed antisoriani, dovrà, per qualche tempo, leccarsi le ferite.
Nessuna forza politica potrà nemmeno nascondersi dietro le eventuali debolezze e contraddizioni degli alleati.
Nel programma di governo sta l’impegno preso da tutta la coalizione ma che vincola anche singolarmente ciascun partito.
Noi Riformatori ne abbiamo piena coscienza: perciò non ci basterà essere conseguenti con le cose dette in campagna elettorale, pretenderemo che tutto il Centro Destra lo sia.
Su quel programma ci abbiamo messo la faccia e non intendiamo certamente perderla ne per responsabilità nostra ne per responsabilità di altri.