Cagliari, a Catania bisogna vincere per non sciupare un sogno.

E si, il Cagliari a Catania si gioca la possibilità fare un campionato ambizioso. Che vada oltre la noiosa prospettiva di battersi per non retrocedere. Una vittoria lo proietterebbe verso mete intriganti, Consentirebbe ai tifosi di  gioire e di sperare  domenica dopo domenica, di vivere in modo avvincente questa nuova avventura in serie A, dove, intendiamoci bene,  è già bello esserci.

Nello scorso campionato abbiamo sentito da molto vicino il profumo dell’Europa. Quest’anno la squadra si è proposta con  due volti: quello vincente messo in mostra contro Inter, Bari e Parma e l’altro , perdente contro Siena, Fiorentina e Chievo. Quale è quello vero ? Domani avremo la risposta. Se i ragazzi di Allegri  troveranno gli stimoli per essere grintosi, concentrati e cattivi quel tanto che basta, domani a Catania saranno protagonisti. Se Cossu e compagni, sapranno fare pressing alto raddoppiando sempre sull’uomo con la palla, se sapranno mantenere la squadra corta, se non butteranno alle ortiche le occasioni da goal che certo sapranno creare, vedremo la squadra che ha fatto tremare l’Inter e dato lezioni di calcio a Parma e Bari. Solo così il sogno potrà continuare.

Cesare Corda

Il Pensiero di Allegri

La trasferta di Catania è una delle più insidiose del campionato, secondo Massimiliano Allegri. “E’ un impegno difficilissimo. Mi aspetto un avversario che vorrà fare la partita della vita. Quelli del Catania corrono molto, sono organizzati. Noi dovremo fare una gara di sacrificio, concentrati e lucidi dal primo all’ultimo minuto. Sono ottimista: stiamo bene. Non dovremo metterla sul piano dell’agonismo, ma giocare una partita buona sotto il profilo tecnico”. E potrebbe non bastare per vincere. “Per i tre punti, bisogna segnare, perchè si può disputare una prova eccelsa e poi finisce 0-0″.

Allegri assicura di non essere teso. “Soltanto molto concentrato”. Contrariamente alle sue abitudini, il mister rossoblu stavolta è riluttante a dare la formazione. “Ho molti dubbi, in tutti i reparti. Gli unici sicuri di giocare sono Marzoratti, Agostini, Cossu, Conti e Jeda. Per gli altri vedremo. Sicuramente è meglio avere tutti a disposizione, perchè da qui alla sosta avremo cinque impegni uno più duro dell’altro, senza respiro”.

Mario Brkljaca, l’ultimo acquisto, potrà essere molto utile nel corso del campionato. “E’ finalmente a disposizione, ci darà una mano”.

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Allegri: ”Grande prova di maturità”

Tratto da La Reppublica

Dopo il colpo di Bari il tecnico esulta: Mi è piaciuta la mentalità mostrata in campo. L’ingresso di Nenè è stata una scelta motivata dalla stanchezza di Matri e per avere centimetri in area nel finale”

Allegri: ''Grande prova di maturità''

BARI - Il tecnico del Cagliari Massimiliano Allegri si gode la prima vittoria stagionale contro un Bari molto sottotono: “Abbiamo concesso poco ai nostri avversari.
Abbiamo confermato quanto di buono realizzato con l’Inter. Alla vigilia eravamo molto preoccupati: eravamo reduci da uno stop, mentre il Bari era galvanizzato per una buona vittoria. Mi è piaciuta la mentalità mostrata in campo”. Poi si è soffermato sui singoli: “L’ingresso di Nenè è stata una scelta motivata dalla stanchezza di Matri e dall’esigenza di avere centimetri in area per i cross nel finale”.

Il futuro adesso può essere affrontato con meno pressioni: “Il campionato non finisce adesso - conclude Allegri - Tra 48 ore si gioca di nuovo. Dobbiamo lasciare questa sfida alle spalle e concentrarci sul Parma. Siamo un gruppo giovane e possiamo crescere sia a livello tecnico sia nella gestione della partita, anche se nell’ultimo quarto d’ora stasera abbiamo fatto molto bene”.

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Un conto molto salato

In due (senza il vino) pagano mille euro «Un conto da pazzi»

di Paolo Marchi de Il Giornale

Ci risiamo: da un conto di 695 euro poco più di un mese fa a Roma ai 954 senza vino del ristorante La Malmaison di Milano, sempre per due, italiani, con la lei, Barbara, 37 anni, a offrire al suo amore la cena in occasione del compleanno. Roba(ccia) da rimanere allibiti, non tanto perché al ristorante la qualità non debba essere pagata secondo il suo valore, ma soprattutto perché il locale non appartiene certo al gotha ristorativo meneghino. Una Ferrari che costa come una Ferrari è la regola, ma una station wagon che costa come una Maserati no.
La storia è raccontata nel numero di Panorama in edicola oggi. Certo che questo posto non era mai stato recensito per la bontà delle proposte, in pratica si era impostato all’attenzione dei mass media perché il titolare, Davide Lacerenza, è il compagno sentimentale di Stefania Nobile, ben più nota al grande pubblico come «la figlia di Wanna Marchi», cosa che a diverse persone fa venire l’orticaria.
Incredibile anche un passaggio delle dichiarazioni del patron: «Nessuno si è mai lamentato del conto, ma su 100 clienti nuovi che arrivano, non sono tanti quelli che ritornano». Qualcosa vorrà dire, di certo che non si mangia in maniera favolosa e probabilmente anche che i prezzi sfiorano lo scandalo. Sempre Lacerenza: «Vi sembrano tanti 900 euro? Qui abbiamo ospiti che per una cena per due spendono anche 5.000 euro». Read the rest…

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Caldo record in Sardegna, 40° all’ombra

24 maggio 2009: ore 18:35. E’ stata una delle piu’ calde giornate che si rammenti quella odierna in Sardegna, dove in alcune zone si sono avuti valori di 40°C all’ombra (Chilivani e tutta la valle, così zone interne alto oristanese). A Sassari oggi 34°C (a memoria d’uomo, mai una Cavalcata Sarda così calda), ieri in città la massima è stata di 36°C, con minime decisamente superiori ai 20°C, ma per fortuna ovunque, bassissimi tassi d’umidità.

Fonte :Meteo Giornale

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Spazio ospite

REFERENDUM: “QUANDO LA BATTAGLIA SI FA DURA…”
di Massimo Fantola

Lo ha detto con chiarezza Fini: “E’ un peccato che per la paura di pochi il governo rinunci a tenere il referendum il 7 giugno, spendendo centinaia di milioni di euro che potrebbero essere risparmiati.”
Il referendum riguarda l’abrogazione della “porcata” ovvero l’attuale legge elettorale, quella che permette di avere in Parlamento deputati e senatori “nominati” ma non eletti dai cittadini, quella rende possibile ai vertici dei partiti di candidarsi in tutti i collegi elettorali,quella che non consente al nostro paese di avere un sistema chiaramente bipolare, nel quale i cittadini eleggono direttamente il proprio governo.
Le centinaia di milioni di euro corrispondono al costo che lo Stato deve sopportare per lo svolgimento del referendum e che sarebbero state risparmiate se vi fosse stato l’accorpamento tra questa competizione e quella per le europee.
I pochi sono i leghisti che, incuranti di dilapidare risorse così utili per la nostra economia e così necessarie per aiutare l’Abruzzo, hanno una paura da matti di perdere il loro potere di interdizione su una maggioranza che, con l’attuale legge, non può fare a meno di loro.
Peccato!
Non posso dire di avere creduto nell’election day, ma ci avevo sperato: avremmo avuto la certezza del raggiungimento del quorum e della vittoria.
Ora tutto si fa più complicato: chiamare a votare i cittadini il 14 o il 21 giugno, in estate a ridosso delle europee, sarà più duro. D’altra parte sappiamo bene che se non si recherà alle urne il 50% del corpo elettorale, saremmo condannati per l’eternità alla “porcata”.
Ma ce la possiamo fare!
Un detto popolare dice: “quando la battaglia si fa dura, i duri cominciano a giocare!”
E noi, spesso accusati di non esserlo abbastanza negli scontri di palazzo, quelli che hanno per bottino assessorati ed enti e nei quali i trabocchetti hanno il sopravento sulle ragioni, dobbiamo dimostrare di saper mettere cuore ed anima in questa battaglia.
E lo dobbiamo fare con tutta la durezza di cui siamo capaci, sapendo che si tratta di uno scontro ideale, alla conclusione del quale al vincitore non verrà riconosciuto nemmeno un premio di consolazione.
Certo, probabilmente, non saremo da soli a buttarci nella mischia. Spero che avremo accanto i tanti amici di quello schieramento trasversale che va dal Pdl al Pd, che, due anni fa, hanno condiviso l’iniziativa.
Ma i nostri avversari, palesi e occulti, devono avere ben chiaro da oggi che, da soli o in compagnia, noi siamo in campo.

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