Chi sono

Cesare Corda è un giornalista famoso con alle spalle una carriera brillante, conquistata sul campo a prezzo di sacrifici non indifferenti. La vita lo ha premiato con grande generosità: da bambino povero, che soffriva la fame, cresciuto scalzo fino all’età di 8 anni in un paesino del Sulcis Iglesiente, a giornalista di successo e poi scrittore pieno di speranza, di progetti e di ottimismo. Ma la dea bendata gli ha regalato anche un matrimonio felice da cui sono nate due meravigliose gemelle. Eppure il male è dietro l’angolo, e prende la forma del morbo di Parkinson. La diagnosi è spietata: “da questa malattia non si guarisce, e bisogna prendere le medicine fino alla morte”. Il trauma è enorme, sufficiente a far sprofondare chiunque nel baratro della depressione suicida. Ma non Cesare. Anzi, al contrario, per lui inizia una nuova esistenza, da spendere combattendo una guerra quotidiana guidata dai valori acquisiti vivendo in un paesino, come un piccolo indiano. Gli anticorpi conquistati da bambino gli danno la forza di accettare le momentanee disabilità e non si lascia travolgere dagli attacchi di questo nemico invisibile che alberga nel suo cervello. Con quali armi? Con la forza dell’ottimismo, del non arrendersi mai, praticando lo sport, affrontando le sofferenze senza lasciarsi abbattere, progettando il domani. Ma anche spinto dall’amore per la sua famiglia e dei suoi amici, che lo tengono vigile, pieno di vitalità. Questa strategia e una corretta terapia farmacologica hanno messo in fuga, almeno per il momento, il subdolo e perfido bestione che si chiama Mister Parkinson. Un libro di importanza non quantificabile, che ci invita a non arrenderci di fronte a una malattia fortemente invalidante, ma ad affrontarla con coraggio e con tutta la serenità possibile. Un esempio per tanta gente che soffre, che si è arresa. Il segreto della vita, ci suggerisce Cesare, è riuscire a essere contenti di quello che si ha, qualunque cosa sia, anche il Parkinson. Solo così si può tentare di sconfiggere il mostro. L’esordio nel giornalismo di Cesare Corda risale all’11 novembre del 1975. Dal Palalido di Milano fece per Radiolina la radiocronaca del campionato d’Europa dei pesi Mosca tra Udella e Martin. Vinse Udella. Fu la prima radiocronaca di una radio libera. Iniziò anche a fare le telecronache di calcio e di pugilato, per Videolina. Condusse varie trasmissioni di successo, curò la rubrica di pugilato per “Tutto Quotidiano”. Fu tra i fondatori del primo telegiornale sardo. Dopo tredici anni di gavetta, venne chiamato dal grande Arrigo Levi. Iniziò a collaborare per di Canale 5 TVTV. Venne inviato in Sudan alla ricerca dei guerriglieri che avevano rapito due tecnici italiani. Riuscì a intervistare il capo di questi ribelli. Fu il primo scoop ripreso dalla stampa mondiale. Dopo la liberazione degli ostaggi, vennero sequestrati altri due tecnici. Fu rimandato in Africa e alla quarta missione, entrando clandestinamente in Etiopia, raggiunse la prigione dei nuovi sequestrati e tornò in Italia con la loro drammatica intervista. Fu un nuovo scoop mondiale. Per 12 anni, inviato e poi corrispondente dalla Sardegna del TG4 e TG5, Studio Aperto e di Italia 1 Sport, realizzò circa mille servizi. Qualche anno di tregua fino all’arrivo della malattia. Dopo lo sgomento iniziale, si ribellò e ricominciò a combattere e a fare il giornalista. Dal fronte del Morbo di Parkinson ha scritto questo libro.