Diciamo subito che il pareggio rende giustizia al Napoli che  ha giocato meglio del Cagliari per buona parte della partita, ma anche ai rossoblu che con il cuore, con il carattere, hanno avuto la forza di risalire la china ,quando tutto sembrava deciso e la sconfitta appariva come inevitabile.

Mancava poco alla fine, quando  Allegri ha fatto entrare Larrivey al posto di Nenè  . Il ragazzo ha ripagato la fiducia con un goal strepitoso, il primo della stagione, che ha riaperto la partita: cross di Matri e sinistro al volo nell’angolino.

Da quel momento si è rivisto il Cagliari che conoscevamo, grintoso, di più: spietato. In pochi minuti , punizione di Cossu ,pennellata per  Matri che con una portentosa girata di testa, ha messo la palla all’incrocio dei pali. Era il pareggio, fino a quel momento inimmaginabile. Ma non era ancora finita. Assistiti da un ardore agonistico che ha ridato slancio e lucidità all’azione , i  ragazzi di Allegri avevano confezionatao il capolavoro.

Ennesima  azione sulla sinistra , cross a mezza altezza di Lazzari  e Jedà  , appena entrato al posto di cossu, con una perfetta incornata metteva in rete a fil di palo. Era il novantesimo. Il verdetto sembrava ormai deciso: vittoria del Cagliari dopo una strepitosa rimonta.  a pochi secondi dal fischio finale, Bojinov, anche lui appena entrato, di testa batteva Marchetti. Era il 3 a 3 Giusto, ma , con il senno del poi si potrbbe dire che ad un minuto dalla fine si sarebbe potuto gestire il possesso palla con più attenzione.

Due battute per le cugurre domenicali in divisa da opinionisti.Sull’uno a zero per il Napoli, commentavano: “questo Cagliari  è stato sopavalutato, ci aveva illuso che potesse ambire  ad un posto in Europa. Invece il nostro obiettivo deve essere la salvezza. Non ho sentito i commenti sul 3 a 2 per il Cagliari, ma credo di non aver perso nulla .

                                       Cesare Corda