Il Cagliari c’è, è vivo  e continua ad essere competitivo ad alti livelli. Nonostante  sei assenze importanti, a partire da quelle di Conti e Lopez, i ragazzi di Allegri hanno tenuto il campo per lunghi tratti della gara. Matri e compagni hanno commesso il solito errore di sbagliare goals già  fatti,con i quali si sarebbe dovuto chiudere la partita, con un risultato rotondo, fin dal primo tempo. Invece si deve ringraziare Marchetti che in pieno recupero, sull’1-0, ha neutralizzato un tiro ravvicinato di Lavezzi che sembrava destinato al gol. Poi il raddoppio di Lazzari, in contropiede, ha definitivamente chiuso  l’incontro. Sarebbe sbagliato pensare che la forza del Cagliari sia stata diretta conseguenza della debolezza del Napoli, perchè non è così . Gli azzuri si sono battuti con determinazione correndo con il coltello tra i denti su ogni palla. Hamsik, Zalayeta, Lavezzi, con Mannini, Vitale e Pazienza  che spingevano sulle fasce, si sono buttati all’arrembaggio dell’area cagliaritana, ma sono stati ferrmati dal muro della nostra difesa che , da Astori a Matheu, a Pisano a Bianco, ma sopratutto  un grande Marchetti, sono stati insuperabili , con i cursori di fascia , Matheu e Pisano sempre presenti nele ripartenze.

Insomma, ancora una volta ha vinto il gruppo, ha vinto la filosofia di un gioco votato ad offendere, facendo pressing alto  per togliere l’iniziativa all’avversario e   pungendo con improvvisi affondo. Superba , come spesso è accaduto, la prova di Cossu, ma grande prestazione anche di  Jeda e Matri .Meriterebbero tutti d essere citati tra i baravi, perchè l’impegno di tutti è stato ammirevole .Il compito che li aspetta è difficile. Mancano sei partite alla fine  e solo per due volte giocheranno in casa. Però il Cagliari  in trasferta ha fatto partite straordinarie, dunque  quste quattro ” battaglie” fuori potrebbero  essere , paradossalmente un vantaggio. Ma il segreto per raggiungere il traguardo dell’Europa è battere le dirette concorrenti che sono Roma e Palermo. Se centreremo questo risultato avremo un piede e mezzo in UEFA.

Cesare Corda