NON VOGLIAMO PERDERE LA FACCIA
di Massimo Fantola

Preferire attendere ancora qualche tempo, ma credo di non potermi esimere da un commento sulla Legislatura regionale che sta muovendo i suoi primi passi.
Il Presidente, infatti, ha nominato la sua giunta e gli ottanta neo consiglieri regionali hanno rianimato il palazzo di via Roma.
A chi mi chiede un giudizio “a caldo” sul nuovo esecutivo, rispondo che non sono in grado di valutarne la forza e l’autorevolezza: non conosco la maggior parte dei nuovi assessori ed è troppo presto per comprendere il grado di coesione che li lega.
Mi fido, però, della capacità e dell’intuito del Presidente Cappellacci e ritengo che abbia ben soppesato le proprie scelte.
Certo non sono soddisfatto dello scarso peso che è stato dato a noi Riformatori, del tutto squilibrato rispetto al nostro risultato elettorale e al ruolo che abbiamo nella politica regionale.
Ma questo è un altro discorso, tutto sommato quasi irrilevante di fronte allo “tsunami” economico che sta sconvolgendo la nostra isola e all’impegno che tutta la coalizione ha sostenuto in campagna elettorale: rivoltare la regione come un calzino e darle una vera prospettiva di crescita.
Dopo le grandi speranze e le cocenti delusioni suscitate nei quattro anni e mezzo dalla giunta Soru sembrava impossibile che l’opinione pubblica potesse entusiasmarsi per un nuovo idea di Sardegna.
Ma il miracolo è avvenuto ed i risultati elettorali ne sono la testimonianza.
Sarebbe, però, un errore madornale non tener presente che quelle stesse attese che ci hanno concesso di vincere ora ci inchiodano alla coerenza.
Non potremmo nemmeno accampare scuse: vantiamo una maggioranza schiacciante in Consiglio e l’opposizione, ancora dilaniata dalla contrapposizione armata tra soriani ed antisoriani, dovrà, per qualche tempo, leccarsi le ferite.
Nessuna forza politica potrà nemmeno nascondersi dietro le eventuali debolezze e contraddizioni degli alleati.
Nel programma di governo sta l’impegno preso da tutta la coalizione ma che vincola anche singolarmente ciascun partito.
Noi Riformatori ne abbiamo piena coscienza: perciò non ci basterà essere conseguenti con le cose dette in campagna elettorale, pretenderemo che tutto il Centro Destra lo sia.
Su quel programma ci abbiamo messo la faccia e non intendiamo certamente perderla ne per responsabilità nostra ne per responsabilità di altri.