Tratto da La Repubblica

di JACOPO MANFREDI

L'Italia s'inchina al Brasile Lippi si ferma a quota 31

LONDRA - Ci teneva a non perdere e ha finito per impartirci una lezione. Il Brasile dimostra di meritare di possedere un titolo iridato in più in bacheca, battendoci per 2-0 a Londra in un’amichevole che dovrà servire da monito in vista della prossima Confederations Cup in cui, presumibilmente, proprio Brasile e Italia si contenderanno il prestigioso trofeo. Alla fine è probabile che la differenza l’abbiano fatta le motivazioni. Ma, quel che è cert, o è che l’Italia ha mostrato un’evidente passo in pieno, sotto il profilo del gioco, rispetto alle ultime uscite.

Lippi, le novità non pagano - Lippi, a sorpresa, è partito preferendo Montolivo a Perrotta a centrocampo e Pepe a Camoranesi nel tridente d’attacco. Ma i due lo hanno tradito, sfoderando una prestazione timida e al di sotto le aspettative. Se a ciò aggiungiamo le difficoltà di Pirlo e De Rossi a rubare tempo e palloni a Felipe Melo, Gilberto silva, Elano Ronaldinho e Robinho, bravi a creare una continua superiorità numerica in mediana, ecco spiegate le tante difficoltà degli azzurri che sono rimasti in continua balia degli avversari.

Il giallo del gol di Grosso - Eppure l’Italia l’occasione per dare un diverso volto alla gara l’avuta ma non è stata fortunata: è successo al 3′ quando Pirlo ha pescato, con un lancio millimetrico di 30 mt, Grosso, bravo a battere Julio Cesar in uscita. Gol valido per tutti tranne che per il guardalinee a cui è sfuggita la posizione di Juan che teneva ampiamente in gioco il terzino del Lione.

Robinho guida la samba - Da quel momento in poi si è ballata solo samba brasiliana: gli ispiratissimi Maicon e Robinho hanno guidato le danze e la squadra se ne è giovata, volando sul 2-0 dopo appena 27′: ha aperto le marcature Elano, perfetto nel chiudere un triangolo al limite con Robinho, ha raddoppiato lo stesso Robinho, furbo a strappar palla al limite ad un incerto Pirlo e a trovare l’angolo con un perfetto sinistro in diagonale dopo aver saltato in dribbling anche Zambrotta.


Rossi non risveglia gli azzurri - L’Italia ha accusato il colpo e neppure gli innesti di Camoranesi, Perrotta, Toni e Rossi l’hanno aiutata a reagire. Il talento del Villarreal, per la verità qualcosa si è inventato (sinistro in corsa sull’esterno della rete al 47′ e poi assist al bacio per Toni, incapace di infilare da pochi passi all’81′) ma non è stato sufficiente a risvegliare dal torpore una squadra apparsa troppo sfilacciata e disattenta per sembrare vera.

In Sud Africa sarà altra musica - Il Brasile ha ringraziato e ha chiuso alla sua maniera, con torelli irriverenti e tanta voglia di ribadire la sua superiorità calcistica. Ma farà bene a non gongolarsi troppo. Nel prossimo giugno, in Sud Africa, quando i 3 punti torneranno a contare, lo attenderà ben altra musica. D’altronde si sa, noi italiani siam fatti così.