Tratto da TGcom.it

Cura di dimagrimento “strong” in casa Tiscali. Il gruppo sardo non ha ancora presentato al mercato il nuovo piano industriale, ma ha confermato di aver in programma una riduzione di 250 posti di lavoro. E considerando che in Italia i dipendenti sono in tutto 850, ciò significa che quasi un terzo dei lavoratori sarà costretto a lasciare l’azienda.
Tiscali ha subito precisato che si tratta di “esodi volontari incentivati” che dovrebbe portare a “una riduzione complessiva dei costi operativi di struttura di circa 40 milioni di euro”. E che tutta l’operazione è stata portata avanti di concerto con i sindacati. Inoltre ha confermato che “Sono ancora in corso” le trattative per la cessione delle attività nel Regno Unito.
Il gruppo fondato da Renato Soru ha sostanzialmente confermato le anticipazioni del quotidiano Milano Finanza secondo il quale i tagli dovrebbero interessare in maniera trasversale tutte le attività della società, anche se è scontato che molti riguarderanno il personale della Iptv, servizio che Tiscali ha sospeso lo scorso dicembre.
Per Mf comunque il fattore chiave per il futuro dell’isp è la conclusione positiva della trattativa con BSkyB. La cessione delle attività inglesi sarà insomma fondamentale per il proseguo delle attività di Tiscali, che al momento ha una esposizione nei confronti del sistema bancario di circa 650 milioni di euro.
Ma il mercato non sembra essere convinto. E non scommette neppure sul piano di riorganizzazione che sarà presentato a breve dall’a.d. Mario Rosso. E il titolo continua a perdere terreno, cedendo oltre l’8% e attestandosi a -0,5 euro.



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