Articolo tratto da Italia Press
Ministro dello Sviluppo Economico Scajola rassicura gli italiani sulle riserve del nostro paese
Roma - Ogni anno, ogni inverno si ripropone la ‘guerra del gas’ tra la Russia e l’Ucraina che coinvolge tutta l’Europa ed in particolar modo l’Italia e che è solo la punta di un iceberg di contrasti tra i due stati confinanti e mai troppo ‘legati’ tra loro.
La situazione si è fatta più critica del previsto e, fonti ben informate, hanno dichiarato che la Gazprom - colosso energetico russo - verso le 4 di notte ha tagliato le forniture di gas dai 45 milioni di metri cubi richiesti e previsti a soli 7.
Rassicurazioni - comunque condizionate - arrivano anche dal Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola che ha tranquillizzato gli italiani dichiarando che il nostro paese è in possesso di ‘riserve’ che però non sono inesauribili e possono aiutarci solo per qualche settimana, quindi se la situazione non dovesse cambiare sorgerebbero forti preoccupazioni nel periodo in cui il ‘Bel Paese’ è soggetto ad un forte abbassamento delle temperature.
Dall’opposizione invece sorgono già forti preoccupazioni.
A parlare è l’alter ego di Scajola, il ministro ombra Matteo Coloninno, che dichiara: “Nonostante la tranquillità espressa dal governo italiano sulla situazione delle riserve strategiche di gas, inquieta la preoccupazione della Commissione Europea che ritiene l`Italia tra i paesi maggiormente esposti a rischio interruzione forniture dall`Ucraina”.
C’è da ammettere, però, che il governo ha massimizzato le forniture dagli altri paesi dai quali l’Italia acquista il gas come Libia, Algeria, Norvegia, Gran Bretagna ed Olanda ed in più tra qualche tempo rientrerà in funzione il rigassificatore di Rovigo che metterà in circolo forniture provenienti dal Qatar e buono per assecondare a circa il 10% del fabbisogno.
In più è stato convocato il comitato per l’emergenza ed il monitoraggio del gas che sarà composto da Scajola stesso, dall’Autorità per l’Energia elettrica ed il gas, da un rappresentante Snam (dispacciamento), di Stogip, di Edison (entrambi stoccaggio), di Terna (rete elettrica) e delle società di shippers.
Anche in Europa la preoccupazione è forte non solo per il nostro paese, ma anche per gli altri ‘non autosufficienti’ e che si avvalgono delle forniture ucraine come Austria, Ungheria e Slovenia.
L’UE e la commissione europea hanno diffuso una nota nella quale condannano comunque tali comportamenti: ” il taglio delle forniture di gas russo via Ucraina in alcuni Stati membri è completamente inaccettabile Senza allarmi preventivi e in chiara contraddizione con le rassicurazioni date dalle più alte autorità russe e ucraine all’Unione europea le forniture di gas in alcuni Stati membri (Romania, Grecia, Bulgaria, Slovacchia, oltre ai su detti, ndr), sono state tagliate in misura sostanziale: questa situazione è completamente inaccettabile”.
Fortunatamente nelle ultime ore sono arrivate delle notizie di distensione degli animi sia da parte Gazprom, sia da parte ucraina che si sono detti d’accordo con i rispettivi responsabili - Sergeij Kuprijanov dal lato russo e Oleg Dubina dal lato ucraino - per ritrovarsi ad un tavolo di trattative il prossimo 8 gennaio e cercare di risolvere la situazione che potrebbe iniziare a contornarsi di linee drammatiche per tutta l’Europa cercando di trovare una soluzione che, magari, possa scongiurare altri problemi del genere in futuro.



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