
Alcuni mesi or sono ebbi un incontro ravvicinato con l’inefficienza della “macchina” regionale.
Mi ci imbattei per cercare di essere utile ad una persona, prossima ai 91 anni ,affetta da demenza tipo alzheimer, che da circa un anno aveva perso completamente l’autonomia: era necessario assisterla continuamente per lavarla, vestirla, alimentarla; era stata colpita da incontinenza urinaria e fecale, era incapace di maneggiare denaro, di assumere farmaci, di preparare un pasto. Da molto tempo necessitava di aiuto per qualsiasi spostamento.
La situazione, da gravissima, era diventata drammatica , perché in seguito ad una caduta si era fratturata il femore ed era stata ricoverata in ospedale . Un anno fa le venne riconosciuta il 100% di invalidità e il diritto all’accompagnamento . Tutto sulla carta: nella realtà , a distanza di quasi due anni dalla prima domanda, non era stato erogato un solo Euro.
Se si trattasse di un caso isolato, sarebbe restato il “calvario” per questa persona per la quale , comunque , qualcuno aveva provveduto , ma non rappresenterebbe un problema sociale.
Ma così non è. In questo orribile “tunnel” della disperazione, spesso aspettando la morte come una liberazione, vi sono centinaia di persone. Una mattina di qualche mese fa , salii al terzo piano di via San Simone n° 60 di Cagliari. Uscito dall’ascensore, mi trovai davanti due porte in metallo sulle quali spiccava un cartello posticcio con la scritta “Assessorato dell’igiene e dell’assistenza sociale, servizio provvidenze per gli invalidi civili”.
Oltre la porta , in un lungo corridoio, sedute o in piedi , vi erano non meno di cinquanta persone . La maggior parte erano invalidi civili , bisognosi di assistenza , di aiuto.
Tutte li , ad aspettare il loro turno di ore di attesa, per avere una semplice informazione su una domanda, presentata magari anni prima, per ottenere “la qualifica” di invalido, per avere un minimo di assistenza, o nei casi più gravi , l’accompagnamento .
Tutti li a mendicare una risposta drammaticamente importante ,che avrebbe potuto segnare il destino del momento più difficile della vita , dell’ultimo tratto,quello più in salita , dove spesso non ce la puoi fare da solo.
Nei loro volti, l’espressione delle persone vinte, rassegnate, intimorite. Non una protesta, non un fiato.
Tutti ubbidienti e silenziosi, paralizzati dal timore di compromettere l’esito di quella domanda,che spesso avrebbe potuto rappresentare una speranza di vita, che avrebbe consentito di alleviare le sofferenze , di superare l’angoscia della solitudine.
Chiesi un’informazione volante ad una delle signorine che transitavano nel corridoio, per capire a chi avrei dovuto consegnare un’altra decina di documenti da far arrivare al protocollo entro un termine perentorio di trenta giorni. Anche questo è lo specchio dell’arroganza dei burocrati che sanno di averti in pugno: loro si prendono tutti gli anni di tempo che vogliono , ma impongono , alle persone indifese, obblighi e termini perentori, pena la decadenza del diritto acquisito dopo anni di viste , di battaglie, e spesso ,di umilianti richieste di raccomandazione.
La risposta di quella signorina era stata fulminante: “scriva il suo nome su quel pezzo di carta appeso alla parete e aspetti che la chiamino”: ma tutte queste persone sono nelle stesse condizioni ? domandai, “ certo, cosa pensava di trovare subito qualcuno pronto a darle una risposta ? lei non sa come funzionano gli uffici pubblici ? “
Non ebbi il tempo di rispondere perchè , rapidissima, la signorina scomparve dietro una delle porte chiuse che si affacciano nel corridoio. Ex Presidente Soru, Assessore Dirindin ,voi comprenderete che servirebbe a poco far frequentare a quella ragazzetta un corso di buona creanza e cercare di insegnarle cosa sia il rispetto per le persone, in particolare per quelle indifese e che soffrono.
Qui il problema si pone in termini diversi : vanno individuate le responsabilità di chi ha organizzato il servizio in quel modo , di chi non ha la sensibilità di adottare, nei casi più gravi e urgenti, procedure di priorità che consentano l’intervento dovuto in pochi giorni, non in mesi o anni . Mi fu detto che l’assessorato invia agli aspiranti invalidi un elenco di enti a cui rivolgersi per avere informazioni o assistenza burocratica: il risultato è che la gente è costretta a fare il giro delle sette chiese, in ognuna delle quali c’è una lunga fila ,e qualche volte si incappa in quella sbagliata.
Ci sarebbe il telefono, ma per riuscire a parlare con qualcuno occorre una buona dose di fortuna e molta pazienza . E’ un tentativo che feci anchio .
Dopo tre giorni non avevo avuto nessuna informazione conclusiva .
Sarebbe stato importante intervenire drasticamente per riorganizzare e potenziare il servizio, affinché assolvesse realmente alla sua vocazione primaria : offrire assistenza a chi soffre. Troppo spesso la morte sopraggiunge prima che il lungo e tortuoso iter burocratico si sia concluso, ed a volte è causata proprio dalla mancata assistenza. Una vergogna che non può essere cancellata con la concessione, agli eventuali eredi , di un assegno “alla memoria “.
Ex Presidente Soru, questi sono problemi che a lei sono apparsi decisamente più piccoli di quelli che lei ha agitato , sventolando populisticamente la bandiera sarda , lanciando ultimatun agli Stati Uniti d’America e minacciando il pignoramento della scrivania del Ministro dell’economia. Potrà comprendere che per la gente che soffre e che muore per l’inefficienza dell’ organizzazione sanitaria regionale, sono drammaticamente più importanti questi di problemi .
Ci saremmo aspettati un suo intervento immediato che ponesse fine o che potesse alleviare le sofferenze ed i disagi per migliaia di persone. Questa è una battaglia che avrebbe potuto vincere più facilmente di quella ingaggiata con Bush e con Tremonti . Anche se Bush inconsapevolmente, con lo spostamento della base per nuove esigenze strategiche, una , forse , agli occhi dei creduloni,gliel’ha fatta vincere. Peccato che lei e la sua giunta foste impegnati su altri fronti, , i bene informati dicono, ben più redditizi.
Cesare Corda



0 Comments until now.
Comment!