il 15 e 16 febbraio i sardi al voto per eleggere il Presidente ed il nuovo Consiglio regionale.

Dopo due giorni di inutile dibattito in aula , il Governatore della Sardegna ha chiesto la parola ed ha annuunciato all’aula la conferma delle sue dimissioni. Si chiude così una delle più drammatiche legislature, la tredicesima, il numero non ha portato fortuna ai sardi, della storia dell’Assemblea sarda.
La sardegna paga a caro prezzo quattro anni e mezzo di decisioni sbagliate, di provvedimenti sempre mirati a negare, ad impedire, ad imbrigliare , a scoraggiare, a rendere difficile qualunque tipo di iniziative imprenditoriali.

Questa gestione ha causato la perdita di 30 mila posti di lavoro ed ha ridotto sul lastrico oltre cento mila persone che sono andate ad ingrossare il numero dei nuovi poveri. Non è stato fatto nulla per la continuità territoriale su navi ed aerei per perone e cose. Non è stato risolto il problema dell’energia ( la paghiamo il 40% in più che in continente) .Con la tassa sulle barche e sulle seconde case anzichè colpire i ricchi sono stati penalizzati i poveri che hanno perso il lavoro.

Con la nuova società voluta dal Presidente, ABBA NOA, è stato triplicato il costo dell’acqua e peggiorato il servizio: la lista d’attesa per un nuovo allaccio, dura anche sei mesi .Ed a proposito di liste d’attesa , non si può non parlare di sanità.

Sono sempre più frequenti i casi in cui il paziete è morto di prima che arrivasse il suo turno per un’esame diagnostico. Vengono richiesti anche otto mesi per una TAC, per una risonanza magnetica o per una mammografia. Potremmo andare avanti a scrivere altre pagine per riempire il libro nero delle inefficienze e delle ingiustizie, ma forse è inutile . Chi le vive sulla propria pelle , purtroppo, già le conosce. Tra meno di due mesi si andrà al voto, Soru sarà candidato, ma francamente la Sardegna non può sopportare alti 5 anni di tenebre.

Cesare Corda