Segnalo questo articolo de L’Unione Sarda nel quale si da voce al Prof. Fenu, preside della facoltà di Informatica di Cagliari che racconta come siano in realtà le cose.
Spesso La stampa preferisce ingigantire le notizie magari arrivando a conclusioni un po’ frettolose; forse anche a causa delle errate valutazioni fornite dal Ministero.
L’UNIONE SARDA Teledidattica, un esperimento chiuso
La polemica è scoppiata in Sardegna tra l’Università e la stampa. Oggetto del contendere un articolo uscito nei giorni scorsi sul Corriere: “L’Italia degli atenei inutili”. In quell’Italia, appunto, ci finisce anche la Sardegna, con i comuni di Sorgono e Sanluri infilati nel calderone della mala-università . Il tutto con la “supervisione” del ministero visto che i dati, a corredo dell’articolo, arrivano dall’ultimo Rapporto sullo stato dell’università redatto dall’ufficio statistica del Miur. «Affermazioni non veritiere», avverte Gianni Fenu, presidente del corso di laurea in Informatica, il corso chiamato in causa nel pezzo “incriminato”.
Perché tanto clamore? Nel servizio i paesi sardi sono, innanzitutto, erroneamente rappresentati in un grafico come sedi di corsi universitari con zero immatricolati (in realtà si trattava di lezioni in videoconferenza, le prime in Italia, attive fino al 2005) e citati nell’articolo, insieme a tanti altri del Belpaese, come esempio di sprechi e inutilità.
«Infastidisce l’ironia con cui si afferma: il record è di Sorgono, un paese sardo che coi suoi 1949 abitanti è meno popolato di certi palazzoni popolari nelle periferie delle metropoli. Senza una facoltà proprio non riusciva a stare. Adesso c’è un corso di laurea in Informatica. Se dovesse non essere sufficiente (nessun immatricolato nuovo, ma i vecchi iscritti sono 38: wow!) il panorama nazionale è in grado di suggerire un mucchio di corsi alternativi
Quel che si dice nell’articolo non corrisponde alla realtà», ribatte Fenu che spiega: «I 38 studenti sorgonesi si sono iscritti dal 2001 al 2005 al corso di laurea dell’Università di Cagliari e non certo di Sorgono dove c’era solo un corso di informatica in video conferenza sincrona: ora che il corso non esiste più - come quello di Sanluri e di Ilbono (non citato) - sono studenti in Informatica di Cagliari. Il nostro dovere è garantirgli di arrivare alla laurea». L’esperimento era stato fatto per contrastare il fenomeno degli abbandoni scolastici e dell’inadeguatezza di sedi e trasporti.
«Molti studenti non hanno la possibilità di frequentare un corso universitario data la distanza dalle città universitarie.
Sapete come da Sorgono si arriva a Cagliari? C’è un solo autobus che parte alle 6,58 e arriva nel capoluogo alle 9,55: tre ore di viaggio per 125 chilometri». Per questo motivo gli amministratori locali di Sorgono e degli altri due centri - anche lì i corsi d’informatica non esistono più dal 2005 - e l’Ateneo di Cagliari ritennero utile organizzare un corso in video conferenza, «con una spesa minima, circa 20 mila euro l’anno, finanziata dagli Enti locali e non dall’Università. L’esperimento, per il quale i docenti non hanno percepito alcun compenso aggiuntivo, non ha avuto il successo sperato (anche a causa delle ristrettezze economiche dei Comuni) ma ha messo in risalto potenzialità che valeva la pena indagare». (c.ra.)



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