Il Governatore della Sardegna ha ancora pochi giorni per decidere se ritirare le dimissioni e cercare di ricucire lo strappo all’interno della sua ex maggioranza, o andare dritto verso le elezioni anticipate.
I dissidenti, con a capo Antonello Cabras, lo avverono: “il centro sinistra nei sondaggi ha il 20% in meno della PDL unita a UDC e Rifformatori. Andare alle urne a febbraio equivarrebbe ad un autentico suicidio.
Certamente anche Soru conosce questi sondaggi, ma allora perchè avrebbe preso la irremovibile decisione di non ritirare le dimissioni? Cosa può indurlo ad affondare con tutto il suo progetto di governare la Sardegna per altri 5 anni?
Non sarebbe più logico, in questa situazione, fare un passo indietro, rappezzare il rapporto con i ribelli, tornare in aula per riprendere l’esame della legge urbanistica, accettando qualche compromesso, e sopratutto, fare la finanziaria che gli consentirebbe di spendere un sacco di soldi da destinare ad acquisire consensi tra i sardi?
In questo modo avrebbe qualche mese in più per tentare di risalire la china dei sondaggi. Daltronde, se ritirasse le dimissioni, potrebbe dire che lo ha fatto per non abbandonare , in un momento così difficile, la Sardegna senza finanziaria e bilancio.
Enrico Letta sabato scorso durante una manifestazione dove c’era anche Soru ha dichiarato: ” a questo punto la cosa più giusta da fare è ridare la parola agli elettori “. Anche Soru fino ad oggi ha fatto credere che ” il dado è tratto” e non si torna indietro. Il termine ultimo per la decisione è la notte di Natale. Auguri, sopratutto ai sardi, ne abbiamo davvero bisogno.
Cesare Corda



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