Mentre all’interno dei partiti dell’attuale maggioranza di centro sinistra infuria la battaglia per la conquista delle poltrone che contano, centinaia di migliaia di sardi non possono provvedere nemmeno al fabbisogno alimentare delle proprie famiglie.

Ma la cosa più preoccupante è che non si vde la luce dell’uscita dal tunnel. Purtroppo non vi è attività imprenditoriale, che non sia in crisi. La chimica, scellerata scelta di indirizzo di sviluppo degli anni 60, è “clinicamente morta”. L’edilizia , con tutti i settori artigianali collegati: carpentieri , falegnami , elettricisti, , operatori dell’impiantistica idraulica, del condizionamento, dell’energia rinnovabile, dei trasporti, della produzione e della vndita di materiali per l’edilizia, dei mobilifici ,è in agonia.

La crisi , a cascata ha colpito naturalmente i settori del commercio, della ristorazione, dei bar, delle pizzerie, dell’agricoltura, dell’allevamento. Questo era prevedibile, perchè in Sardegna le difficoltà c’erano già da prima del fallimento della banca amerticana Lehyman Brothers .
A rendere la situazione più difficile è arrivato un devastante alluvione, il più grave a Capoterra, che ha causato vittime ed ingenti danni materiali , lasciando migliaia di famiglie, che hanno perso tutto compresa la casa , sul lastrico.

Davanti a questa drammatica realtà ci si aspetterebbe, da parte di chi ha la responsabiltà del governo regionale, che non dormisse la notte e che avesse attivato un’unità operativa per far fronte a questa grande emergenza. Invece continua ad infuriare la lotta per la conquista del posto di comando. La contestata segretaria del PD sardo Francesca Barracciu, aspetta di essere ricevuta da, a sua volta contestato, Veltroni.

Secondo i bene informati, sarà un incontro inutile. Lo scontro in atto tra i dissidenti,24 consiglieri regionali della ex maggioranza e Soru non è arginabile. Non ci sono più le condizioni per vivere sotto lo stesso tetto.Il Presidente del Consiglio regionale Giacomo Spissu, domani 11 dicembre alle 13, incontrerà i capi gruppo per decidere la data della riunione del Consiglio con all’ordine del giorno le dimissioini del presidente Soru.

E’ proprio vero che la politica è lontana dai problemi della gente. Il 24 dicembre scade il termine entro il quale Soru potrebbe ritirare le dimissioni. Se non lo farà verrà scilto il Consiglio regionale. Cosa penseranno di tutto questo quel padre o quella madre che torneranno a casa senza aver potuto comprare , non dico lo zampone o la gallina ripiena, ma nemmeno una busta di pane. Non penso che sia difficile indovinare la risposta.
Cesare Corda