CHE DIO CE LO MANDI “BUONO”!
di Massimo Fantola
Sulle ragioni che hanno indotto il “nostro” presidente a sbattere la porta in faccia al Consiglio regionale, sulla sua volontà di ricucire lo strappo con la propria coalizione, sulla data delle prossime elezioni, è oramai un fiorire di interpretazioni e previsioni.
L’incidente che ha aperto la crisi, innanzitutto, è avvenuto su un emendamento, inserito nella legge urbanistica, da tutti considerato di modesto rilievo politico.
Com’è possibile, quindi, che una sua bocciatura abbia potuto provocare il cataclisma? Si è trattato di una prova muscolare, tra il Presidente e la sua maggioranza, sfuggita ai controllori di entrambi? O tutto è riconducibile ad un semplice scatto di nervi del governatore? La sceneggiata messa in cartellone la scorsa settimana, è stata un fuori programma o l’interpretazione di un copione minuziosamente scritto dalla star del centro sinistra per mettere alle corde gli antagonisti interni?
Anche sul come si concluderà la rappresentazione, i pareri sono discordi: “Ritirerà le dimissioni” dicono, sia coloro che pensano ad una soluzione “a tarallucci e vino” imposta da Veltroni, sia quanti immaginano una resa senza condizioni dei contestatori, pronti al bacio della pantofola del loro signore.
“Con le dimissioni ha di fatto aperto la campagna elettorale”, affermano altri. “Andrà subito al voto, scaricando i contestatori e vestendo i panni del difensore dell’ambiente, messo in pericolo da quanti (di sinistra e di destra) sono in combutta per saccheggiarlo!”
Sulla data delle elezioni si danno, poi, letteralmente i numeri: un election day a giugno, insieme alle europee, per dare tempo al centro sinistra di trovare una sorta di tregua armata? Una domenica compresa tra marzo e aprile, per poter approvare la finanziaria, senza la quale il governo regionale non avrebbe la possibilità di distribuire le risorse, così utili alla vigilia del voto? Il primo week end utile di febbraio (il 15/ 16 o il 22/ 23) per cogliere impreparata l’opposizione?
Detto questo, concedetemi tre considerazioni:
1. E’ solo una perdita di tempo ragionare su quale di queste ipotesi sia la più probabile. Soru ci ha insegnato (purtroppo) tante cose; tra queste la sua imprevedibilità.
2. Il presidentissimo con la mossa delle dimissioni è riuscito nel suo intento: essere (come al solito) l’unico protagonista della politica sarda.
3. Il Centro Destra sembra immobile. Poco è stato detto sul programma e tanto sui possibili presidenti. La scelta del candidato è oggi il primo nodo da sciogliere. A questo proposito: siccome di primarie non ne parla più nessuno, non ci resta che augurarci “che Dio ce lo mandi buono!”



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