tratto da LA NUOVA SARDEGNA
Stanziati dalla Ue, serviranno a creare occupazione
CAGLIARI. Circa 76 miliardi di euro di cui 700 milioni per la Sardegna: questa la dotazione finanziaria del Fondo sociale europeo (Fse) per il periodo 2007-2013. A parlarne, durante i lavori della Conferenza regionale per l’occupazione, in svolgimento a Cagliari, è stato Philippe Hatt, capo unità della Direzione generale occupazione nella Commissione europea. Il quale, ricordando che nel 2007 il Fse ha compiuto 50 anni, ha ribadito gli obiettivi del prossimo periodo: rafforzamento della coesione economica e sociale, attraverso il miglioramento delle possibilità di occupazione. Sono traguardi ambiziosi alla luce non solo dei parametri di Lisbona che, ha ricordato Hatt, puntano, entro il 2010, a conseguire un tasso complessivo d’occupazione del 70 per cento o quello femminile del 60 per cento, ma anche alla luce della crisi finanziaria che caratterizza i mercati mondiali in questo periodo. «Per quanto riguarda il periodo 2000-2006 - ha proseguito Hatt - il bilancio appare complessivamente positivo.
La grave crisi finanziaria che investe tutto il pianeta ha spinto la Commissione a prendere in considerazione un’estensione di sei mesi della data limite per la chiusura, originariamente prevista al 31 dicembre 2008». Per il periodo di programmazione 2007-2013 il budget complessivo del Fse è di 76 miliardi di euro, di cui sette per l’Italia che attuerà ben 24 programmi operativi cofinanziati dal Fse. Fra le priorità dei programmi, ha aggiunto Hatt, ci sono «l’aumento dell’adattabilità di lavoratori, aziende e imprenditori, attraverso una maggiore capacità di prevedere e gestire positivamente il cambiamento economico; il miglioramento dell’accesso all’occupazione e all’inserimento lavorativo per tutti, il rafforzamento dell’inclusione sociale, l’investimento nel capitale umano, la promozione della transnazionalità e dell’interregionalità». Al convegno ha partecipato anche il vice segretario confederale della Ugl Piergiorgio Piu il quale ha rilevato la contemporaneità dell’iniziativa per l’occupazione in un momento in cui la Sardegna vive la drammatica crisi dell’industria, con gli operai del Petrolchimico di Porto Torres in piazza. «Purtroppo i progetti e i convegni non bastano, bisogna intervenire con concretezza e sul piccolo - ha detto Piu -.
Come sindacato ci impegniamo ogni giorno nella tutela di questi lavoratori, ma ci vogliono azioni di supporto da parte del governo, decisioni che creino occupazione e tutelino quella esistente. E’ necessario costruire un piano straordinario con la Regione e con lo Stato che rilanci l’isola». Più ha anche sollecitato affinchè la burocrazia non blocchi i provvedimenti di sostegno a chi ha perso il posto di lavoro. «Prendiamo il caso dei lavoratori delle pulizie della Regione, ancora senza cassa integrazione».



0 Comments until now.
Comment!