Tratto da L’Unionesarda
Dopo le polemiche il governatore rinuncia al residence sul mare

La campagna elettorale è cominciata. E il presidente della Giunta regionale si libera di un oggetto scomodo, un importante e chiacchierato investimento immobiliare sulla costa ovest dell’Isola. Renato Soru ha annunciato ieri che ritirerà il progetto di trasformazione dell’ex colonia marina di Funtanazza, mettendo subito in vendita l’area. Lì, avrebbe visto la luce un insediamento turistico di pregio, un hotel di lusso e un centinaio di mini appartamenti nella fascia poco oltre i 300 metri dal mare. Nulla, non se ne farà nulla, vediamo perché.

TROPPI RISCHI Dopo lo stop tecnico imposto dalla commissione edilizia del comune di Arbus, che ha rimandato indietro il progetto, arriva un altro colpo di scena, ben più forte. Attraverso un comunicato, Renato Soru dichiara che «vende tutto per evitare strumentalizzazioni», puntualizza che ha acquistato «Funtanazza nel 2003, prima di entrare in politica, prevedendo per l’area un progetto di recupero e ripristino, non ci sarebbe stata alcuna speculazione». Quindi, aggiunge dettagli sull’acquisto: «Non dall’Eni, ma da una società che la possedeva da anni». L’ultimo atto, al comune di Arbus: «La sospensione della Commissione edilizia, che risale al 10 novembre, è stata una semplice comunicazione interlocutoria in attesa che venisse consegnata al Comune la documentazione integrativa». Documentazione, dice Soru, «poi regolarmente depositata». Il presidente della Regione sottolinea che «il progetto non prevede villette al mare, ma camere-ospiti distribuite tra altre vecchie strutture da ristrutturare, situate in una zona oltre la fascia regolamentare dei 300 metri dal mare». Ma, conclude Soru, «provvederò al ritiro del progetto e all’immediata messa in vendita dell’area».

LE CIFRE DEL PROGETTO La nuova veste dell’ex colonia marina sulla spiaggia di Funtanazza, pensata dall’architetto Antonio Citteri, prevede - sullo scheletro dell’attuale costruzione - un hotel da 40 stanze, che occuperà 17 mila metri cubi. La novità, grazie alla cubatura recuperata dall’abbattimento dell’ultimo piano della colonia, stava nella realizzazione di 107 stanze da 50, 80 e 99 metri cubi. Tutte in pietra locale, secondo il progetto, immerse nella Costa Verde, vicine a un lido di sabbia dorata. Il piano della società Riva di Scivu, che nel 2003 pagò l’area 7 milioni di euro, società la cui maggioranza è controllata dal presidente Soru, prevedeva l’avvio dei lavori fra due mesi. Soltanto due giorni fa, il sindaco di Arbus, Raimondo Angius, si augurava che cessasse in fretta «questo clima polemico sulla vicenda, il mio territorio è in pieno dramma occupazionale e questo sarebbe l’unico progetto funzionale a risolvere il problema».

IL CASO POLITICO Dall’interrogazione al Governo del deputato Pdl Mauro Pili all’interpellanza alla Giunta del capogruppo di An, Ignazio Artizzu, con la nota condita da accuse a Soru firmata dal consigliere Mario Diana: il centrodestra, dopo lo stop del comune di Arbus, ha puntato l’indice sul caso Funtanazza e la sensazione chiara è che potrebbe essere questo, già nei prossimi giorni, un tema di scontro fra il leader del Partito democratico e quelli dell’opposizione. Se Diana aveva dato dell’«aspirante cementificatore» al presidente-imprenditore, Pili e Artizzu hanno parlato di possibili danni all’ambiente e di operazione immobiliare speculativa. Sul caso Funtanazza - anche secondo l’opposizione - restano ancora da fugare i dubbi sull’operazione di compravendita dell’area e soprattutto se l’ex colonia marina fosse ancora inserita fra i beni identitari della Regione nel corso del carteggio fra il il comune di Arbus e i fratelli Soru.
ENRICO PILIA