

Social card, bonus per le famiglie meno abbienti, proroga della detassazione degli straordinari, Iva per cassa, lieve taglio degli acconti fiscali, misure antievasione. A palazzo Chigi il Governo ha illustrato alle parti sociali il pacchetto di interventi per il rilancio dell’economia reale. Misure che saranno varate dal Consiglio dei ministri di venerdì 28 novembre.
“Non siamo in ritardo, nessun paese europeo ha ancora deciso interventi per sostenere i consumi”, ha dichiarato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, rispondendo a chi accusa il Governo di arrivare tardi con gli interventi a favore di famiglie e imprese. “C’è attesa per quanto riguarda gli interventi del governo che cercheremo di soddisfare - ha sottolineato Berlusconi - La profondità di questa crisi e l’influsso che potrà avere sull’economia reale dipenderà anche da come reagirà il mercato dei consumatori. Se la paura della crisi dovesse incidere troppo sui comportamenti le imprese avrebbero meno domanda e ridurrebbero la produzione”.
Tremonti ha confermato ai sindacati che nel pacchetto anticrisi ci sono anche “interventi sui mutui, riduzione e blocco delle tariffe di luce, gas e autostrade”. E la social card, una carta prepagata per gli acquisti di prodotti alimentari: partirà a dicembre e avrà un valore iniziale di 120 euro, 40 euro mensili previsti a partire da ottobre, per proseguire fino a 80 euro a bimestre. Una sorta di bancomat mostrato dal ministro ai sindacati, in favore delle famiglie più povere, che dovrebbe prevedere un tetto di reddito di 6mila euro. Il Governo, poi, nel decreto legge di venerdì sbloccherà anche i pagamenti da parte della Pubblica amministrazione alle imprese.
Nel pacchetto anche la detrazione parziale dell’Irap dall’Ires, il versamento dell’Iva per cassa e la proroga della sperimentazione della detassazione degli straordinari. “Il nostro obiettivo è di finanziare le imprese innescando un meccanismo di trasparenza e si prevede, sul modello francese, l’istituzione di un osservatorio economico presso le prefetture per il monitoraggio in modo che i flussi di credito non diminuiscano e i tassi non aumentino”. Lieve taglio anche agli acconti fiscali dovuti dalle imprese e nuove misure di contrasto all’evasione fiscale. Il Governo intende aprire un tavolo di confronto con i concessionari delle autostrade e con le Ferrovie per concordare e velocizzare investimenti.
In corso anche una trattativa tra governo e categorie del commercio per firmare una convenzione che alle risorse messe dall’Esecutivo aggiunga anche degli sconti ad hoc garantiti dalle imprese. Le associazioni avrebbero per ora garantito uno sconto del 5% sugli acquisti effettuati con la social card, ma il confronto non è finito e non è escluso che la percentuale possa variare. Come ha confermato ieri il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, i contributi alle famiglie a basso reddito, saranno cash. Previsti anche sconti da 60 a 130 euro l’anno sulle bollette di elettricità e gas per redditi fino a 25mila euro annui.
Fondo di garanzia per i mutui.
Per aiutare le famiglie in difficoltà con i mutui è allo studio una specie di fondo di garanzia presso la Cassa depositi e prestiti. Si sta anche esaminando la proroga della convenzione fra Abi e ministero dell’Economia per la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile che scadrà alla fine del mese. Fino a questo momento sono circa 32mila i contratti rinegoziati per un valore di sottostante par a circa 3 miliardi. L’Abi ha annunciato tramite il direttore generale Zadra che le banche sono disponibili alla proroga.
Più fondi alla cassa integrazione.
La crisi ha anche convinto il Governo a rinforzare il fondo per la cassa integrazione dagli attuali 600 milioni fino a circa un miliardo. “I fondi per gli ammortizzatori sociali sono già stati integrati dal Parlamento, ma verranno ulteriormente aumentati”, ha confermato il ministro dell’Economia ai sindacati, aggiungendo che il governo sta cercando di capire “se si possono utilizzare le risorse del Fondo sociale europeo”.
Epifani: Sciopero confermato
Cifre il ministro dell’Economia non ne ha fatte, si aspetta che l’Europa presenti il piano anti crisi da 130 miliardi con le linee guida di azione per i governi nazionali. I sindacati convocati a Palazzo Chigi hanno preferito non dare giudizi sul piano: “Prima vogliamo conoscere i numeri” hanno spiegato. Meno cauto il leader della Cgil, Guglielmo Epifani che ha definito come “generiche e insufficienti” le misure anti-crisi illustrate, invitando il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a “dare segnali di speranza ma senza esagerare”. Lo sciopero generale “allo stato” resta confermando la mobilitazione prevista per il 12 dicembre prossimo.
TREDICESIMA E STRAORDINARI -
La Cgil ha chiesto anche al governo che gli interventi siano nella tredicesima. Epifani ha chiesto di non prorogare la detassazione degli straordinari e di sospendere per due anni la legge Bossi-Fini. “Intervenire sulla tredicesima è la scelta più semplice ed immediata” ha suggerito il segretario generale della Cisl. E Confindustria, come Cgil e Cisl, ha chiesto all’esecutivo di soprassedere per il momento sulla detassazione degli straordinari. “Abbiamo chiesto al governo - ha spiegato il presidente, Emma Marcegaglia, - di concentrarsi sui premi, portando da 30 a 35 mila euro il tetto di reddito dei lavoratori interessati”. “Non abbiamo escluso - ha aggiunto Marcegaglia - gli straordinari ma che ci sia un maggiore focus sui premi e sulla decontribuzione. È su questo c’è anche l’accordo con il sindacato”.



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