L’UNIONE SARDA -
La truffa della sicurezza e il trucchetto dei piani per le aziende, quelli della legge 626, pagati come buoni, ma uguali per tutti. I consulenti del lavoro, riuniti ieri a Tempio, hanno lanciato l’allarme sulla sicurezza virtuale, quella scritta solo nei certificati che attestano il rispetto della legge. L’Ordine dei consulenti del lavoro ha organizzato l’iniziativa per individuare i metodi concreti ed efficaci che evitino sanzioni per gli imprenditori, ma soprattutto garantiscano condizioni accettabili di sicurezza per i dipendenti. L’argomento è molto serio, soprattutto in Gallura. Lo Spresal di Olbia, servizio della Asl competente per le verifiche e le indagini sugli infortuni, per fare un esempio si occupa di quasi 60 fascicoli che riguardano incidenti avvenuti negli ultimi mesi in fabbriche, cantieri e uffici. Durante i lavori nel teatro del Carmine, introdotti dal sindaco di Tempio Antonello Pintus, anche lui consulente, è anche emerso che soggetti privi di qualsiasi competenza e senso di responsabilità, propinano alle imprese piani di sicurezza che non hanno alcuna corrispondenza con la realtà.
«Ci capita sempre più spesso - spiega Miuccio Demontis, ispettore dello Spresal di Olbia - di trovare dei piani che, in pratica, sono soltanto delle fotocopie. Ci vengono presentati da imprese diverse e hanno però tutti lo stesso contenuto. È evidente che siamo davanti a pacchetti sicurezza che non hanno alcun valore pratico, ma espongono il personale a rischi seri di infortunio, e i datori di lavoro a quello di sanzioni». Nei piani truffa, per fare un esempio, vengono indicati macchinari che non sono presenti in cantiere o procedure non effettuate all’interno dello stabilimento. Il presidente dell’Ordine dei consulenti del lavoro, Salvatore Doro, il coordinatore dell’incontro di ieri, Giuseppe Pirinu, insieme agli altri relatori, hanno messo in evidenza la necessità di un’azione di prevenzione e formazione. «In effetti - conferma il responsabile del servizio Spresal della Asl di Olbia, Pietro Masia - l’azione di sanzionamento e repressione delle condotte a rischio, non è sufficiente. Puntiamo sull’informazione.
La Gallura ha una situazione del tutto particolare, con il sistema portuale che cresce e il contestuale fortissimo sviluppo del comparto nautico. Senza dimenticare che con la metà della popolazione qui abbiamo il doppio dei cantieri edili della provincia di Sassari». È stato anche annunciato l’adeguamento dell’organico dello Spresal, verranno raddoppiati il numero di medici e tecnici in servizio a Olbia. ( a. b. )
La truffa della sicurezza e il trucchetto dei piani per le aziende, quelli della legge 626, pagati come buoni, ma uguali per tutti. I consulenti del lavoro, riuniti ieri a Tempio, hanno lanciato l’allarme sulla sicurezza virtuale, quella scritta solo nei certificati che attestano il rispetto della legge. L’Ordine dei consulenti del lavoro ha organizzato l’iniziativa per individuare i metodi concreti ed efficaci che evitino sanzioni per gli imprenditori, ma soprattutto garantiscano condizioni accettabili di sicurezza per i dipendenti. L’argomento è molto serio, soprattutto in Gallura. Lo Spresal di Olbia, servizio della Asl competente per le verifiche e le indagini sugli infortuni, per fare un esempio si occupa di quasi 60 fascicoli che riguardano incidenti avvenuti negli ultimi mesi in fabbriche, cantieri e uffici. Durante i lavori nel teatro del Carmine, introdotti dal sindaco di Tempio Antonello Pintus, anche lui consulente, è anche emerso che soggetti privi di qualsiasi competenza e senso di responsabilità, propinano alle imprese piani di sicurezza che non hanno alcuna corrispondenza con la realtà.
«Ci capita sempre più spesso - spiega Miuccio Demontis, ispettore dello Spresal di Olbia - di trovare dei piani che, in pratica, sono soltanto delle fotocopie. Ci vengono presentati da imprese diverse e hanno però tutti lo stesso contenuto. È evidente che siamo davanti a pacchetti sicurezza che non hanno alcun valore pratico, ma espongono il personale a rischi seri di infortunio, e i datori di lavoro a quello di sanzioni». Nei piani truffa, per fare un esempio, vengono indicati macchinari che non sono presenti in cantiere o procedure non effettuate all’interno dello stabilimento. Il presidente dell’Ordine dei consulenti del lavoro, Salvatore Doro, il coordinatore dell’incontro di ieri, Giuseppe Pirinu, insieme agli altri relatori, hanno messo in evidenza la necessità di un’azione di prevenzione e formazione. «In effetti - conferma il responsabile del servizio Spresal della Asl di Olbia, Pietro Masia - l’azione di sanzionamento e repressione delle condotte a rischio, non è sufficiente. Puntiamo sull’informazione.


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