IL BICCHIERE MEZZO PIENO
di Massimo Fantola

Le elezioni regionali sono a un tiro di schioppo.
Non mi stupisco, quindi, se, con sempre maggiore frequenza, sono sottoposto, al bar come sul lavoro o per la strada, a veri e propri interrogatori di terzo grado su come l’opposizione si sta preparando.
Le domande sono sempre le stesse: “A che punto siete? E’ stato finalmente siglato nel centro destra questo benedetto accordo elettorale? Chi sarà il candidato alla presidenza?”
Sino a qualche giorno fa, di fronte ad un simile fuoco incrociato non avevo altra difesa che quella di fare il pesce in barile; sarebbe stato, infatti, troppo complicato rispondere, a chi avrebbe voluto sentire di una coalizione unita e grintosa e pronta a “menare le mani”, che eravamo ancora all’anno zero e che ogni decisione sulla alleanza sembrava rimandata alle calende greche.
Oggi, però, sono in grado di imbastire una risposta, e vi dico il perché.
Lunedì scorso, noi Riformatori abbiamo organizzato un dibattito su “Occupazione e Sviluppo”, egregiamente introdotto da Mario Medde (Cisl) e da Alberto Scanu (Confindustria), al quale sono intervenuti i segretari regionali dei partiti di opposizione.
Questi, nei loro interventi, non si sono limitati ad una analisi dei numeri che condannano la Sardegna ad una fase prerecessiva (con conseguenze drammatiche per l’occupazione) o alla discussione sulle azioni di governo necessarie per dare un futuro alla nostra isola.
Nessuno, infatti è potuto (finalmente!) sfuggire dall’affrontare il nodo politico; dal dire, cioè, cosa bisogna fare per vincere le prossime elezioni, premessa indispensabile per tradurre in atti concreti i buoni propositi.
Alla fine del dibattito ho, così, tratto alcune considerazioni sulle quali tutte le forze politiche hanno convenuto:

- i tempi per varare una coalizione vincente sono oramai strettissimi;

- alla base dell’accordo deve esserci la reale condivisione di un progetto di straordinaria innovazione dell’attuale assetto produttivo ed istituzionale;

- l’individuazione dei punti cardine del programma deve avvenire con il coinvolgimento della pubblica opinione, attraverso incontri da svolgersi in tutte le provincie

- su questi punti è necessario sottoscrivere un patto con il nostro elettorato che preveda l’approvazione, entro i primi mesi di legislatura, di specifiche leggi, in grado di segnare la direzione sulla quale si dovrà muovere il futuro governo regionale.

So che alcuni di voi, in attesa di avere certezze sul futuro politico, leggendo questi impegni, si sentiranno come di fronte ad un bicchiere mezzo pieno mentre altri penseranno che il bicchiere sia mezzo vuoto.
Ma queste sono le cose che sono state dette ……e francamente sono per me utili per non fare scena muta di fronte a chi mi interrogherà sull’argomento.