Tratto da TGCOM
L’aggiunta di melamina al latte è una pratica molto diffusa in Cina, e quindi lo scandalo potrebbe allargarsi. A spiegarlo è un operatore del settore cinese, proprietario di un impianto per la produzione di mangime per animali. “Le mucche - racconta Sun Erwu - vengono nutrite con mangimi di bassa qualità, e quindi producono latte con un basso livello di proteine: per correggere il problema gli allevatori ricorrono alla melamina”.

“I caseifici - prosegue l’imprenditore - non accettano infatti il latte scarsamente proteico. Gli allevatori, da parte loro, non hanno idea di che cosa sia la melamina: sanno solo che se la aggiungono al loro latte, questo passa i test effettuati dai caseifici”. Secondo Sun, quindi, lo scandalo del latte contaminato non è una sorpresa, poiché la pratica di sofisticare il latte con la melamina è una pratica molto diffusa nella provincia di Habei e nella vicina Shandong.

Intanto, in Europa l’Agenzia per la sicurezza alimentare dell’Ue, l’Efsa, ha rilevato che nel Vecchio continente non vi sono pericoli per la salute in caso di consumo di cioccolata e dolciumi contenenti latte contaminato con la melamina, considerando la disponibilità di tali prodotti sul mercato e alla luce del divieto di importazione di latte dalla Cina. Solo per i bambini (e solo nel caso teorico di grande consumo, tutti i giorni, di cioccolata, biscotti, caramelle, snack e merendine contenenti elevati livelli di latte in polvere contaminato) potrebbe accadere di eccedere la dose giornaliera tollerabile e potrebbero esserci rischi per la salute. Secondo l’Agenzia, comunque, non si è a conoscenza di situazioni del genere in Europa.

L’Unione europea ha comunque deciso, a partire da venerdì, un bando totale sulle importazioni di cibi per bambini e neonati dalla Cina, e ordinerà controlli “al 100%” sull’import di prodotti cinesi contenenti una quantita’ superiore al 15% di sostanze lattiere, come possono avere cioccolata e biscotti. L’annuncio è stato dato dalla portavoce della Commissione Ue, Nina Papadoulaki, la quale ha spiegato che ci saranno anche “controlli a caso” sui prodotti cinesi già presenti sul mercato Ue.