tratto dall’Unionesarda del 14.07.2008
Ora c’è anche l’impegno di Roberto Calderoli, dunque di un ministro, dunque di un pezzo del Governo. E forse allora si può fare davvero, la nuova legge elettorale per le Europee: quella che dovrebbe assicurare alla Sardegna una presenza nel Parlamento di Strasburgo. Con un’intervista al Sole 24Ore, il ministro della Semplificazione ha preannunciato ieri i contenuti della sua proposta di modifica delle regole per eleggere i rappresentanti italiani in Europa: oltre alla preferenza unica e allo sbarramento del 4 per cento, Calderoli indica esplicitamente tra le priorità «la garanzia che anche la Sardegna potrà eleggere propri rappresentanti ». Per ottenere questo risultato bisogna fare dell’Isola una circoscrizione elettorale a sé stante (ora invece è unita alla Sicilia, che col suo maggior peso demografico riesce da 15 anni a fare il pieno dei seggi coi propri candidati). Alla vigilia delle elezioni europee del 1999 e del 2004 i deputati e senatori sardi avevano tentato di far approvare leggi che andassero in questa direzione. Ma l’obiettivo era regolarmente svanito. Anche stavolta c’è chi ci prova: appena pochi giorni fa il deputato del Pdl Salvatore Cicu ha illustrato la sua proposta di legge che garantirebbe due euroseggi alla Sardegna. Una proposta sostenuta da altri parlamentari sardi del centrodestra: tra l’altro, proprio durante la presentazione alla stampa del testo di Cicu, il coordinatore di Forza Italia Piergiorgio Massidda aveva accennato a un consenso di Calderoli sull’ipotesi della circoscrizione sarda. E ora arriva la conferma ufficiale del ministro leghista: che pur non avendo formalmente il dicastero delle Riforme (quello è di Umberto Bossi) di fatto è il più esposto, nel Carroccio e forse in tutto il centrodestra, sul fronte del dialogo con l’opposizione in vista di alcune innovazioni istituzionali. Calderoli parla della sua idea di legge elettorale per le europee come di «una proposta semplice e aperta al confronto, prima dentro il Governo e subito con le opposizioni». È chiaro, quindi, che il cammino va ancora tutto costruito. Ma l’impegno preciso per cancellare l’iniquo ostracismo dell’Isola dall’Europarlamento, potrebbe facilitare il successo della battaglia per riportare i sardi a Strasburgo.