Non aspetteremo sulla riva del fiume…
di Massimo Fantola
In politica, si sa, tutto è opinabile. Ma un dato è indiscutibile: anche in Sardegna, nelle ultime elezioni politiche, i partiti moderati (Pdl + Udc) hanno avuto la meglio sui partiti della Sinistra (Pd + Sin. Arcobaleno + Idv).
Un successo questo che ci permette di guardare con un po’ più di serenità e di ottimismo alle prossime elezioni regionali ma che non ci deve illudere di avere, già, la vittoria in tasca.
Purtroppo, però, sono in tanti nel Centro destra che considerano “le regionali” oramai vinte e che pensano che l’unica battaglia da combattere riguardi unicamente la scelta di colui a cui spetterà l’onore di entrare in carrozza nei giardini di villa Devoto.
Se questo diventasse l’atteggiamento prevalente faremmo un errore mortale. Il modesto scarto di consensi che nella nostra isola separa le due coalizioni e la facile previsione che la prossima primavera il confronto non sarà solo con Soru ma anche con il potere regionale, saldamente nelle mani dei partiti che lo sostengono, dovrebbero già indurre alla prudenza.
Ma è il clima complessivo di sfiducia e di pessimismo che si respira in Sardegna che ci dovrebbe preoccupare. La delusione verso la politica regionale non colpisce solo l’attuale governo regionale ma la politica nel suo complesso, senza grandi distinzioni tra maggioranza ed opposizione.
Difficilmente vinceremo le prossime elezioni regionali solo raccogliendo la protesta e la rabbia dei tanti che non riescono a far fronte alle difficoltà del quotidiano se non saremo in grado di ridare a costoro una prospettiva di sviluppo per la loro terra e di occupazione per i loro figli.
Ed è per questo motivo che, mentre alcuni tra i nostri tradizionali alleati sono tentati dal sedersi sulla riva del fiume in attesa che passi il cadavere dell’attuale maggioranza, noi a Sanluri abbiamo presentato il nostro progetto di Governo per la Sardegna ed abbiamo, così, iniziato la nostra campagna elettorale.
Poichè non abbiamo la vocazione alla solitudine ma l’ambizione di governare, lo mettiamo da subito a disposizione degli altri partiti e chiediamo loro un confronto immediato.
Non sappiamo come risponderanno.
In attesa di loro segnali, sappiamo però cosa faremo noi che abbiamo storia politica, idee, programmi e uomini per guidare il progetto alternativo alla sinistra in Sardegna.
Costruiremo, se necessario, anche partendo da soli, l’ alternativa alla Sinistra senza paura, nè esitazioni, sapendo bene che non prendiamo ordini da nessuno fuori dalla Sardegna e che del nostro impegno rispondiamo soltanto alle nostre coscienze ed ai cittadini sardi.



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