Casini scioglie la riserva: l’Udc andra’ al voto da sola, e lo stesso presidente sara’ il candidato premier. Questa dunque la risposta alla proposta di Silvio Berlusconi da parte del leader centrista: ‘non tutti sono in vendita - ha ribadito Casini - il Pdl e’ populista e demagogico, puo’ comprare i marchi, non le idee’. Reazioni diverse ma quasi tutte dello stesso segno (occasione mancata) nel centrodestra alla decisione di Casini. ‘Meglio cosi’ che separati in casa e con i piatti che volano’, dice Calderoli (Lega). In FI, per il coordinatore Bondi ‘auguri a Casini e non cambia nulla’ e per il vice Cicchitto ‘Casini fa un errore grave perdendo l’occasione storica di contribuire a costruire un grande partito di centrodestra’.

Gasparri (An):Casini e’ isolato e ha un problema di quorum’.Gasparri aggiunge che ‘oggi si realizza un progetto politico al quale anche l’Udc aderi’ nel 2005 e che adesso e’ perfino piu’ congeniale a lui che a noi’. Sempre da An, Alemanno osserva che ‘il vero problema per Casini e’ che questo progetto politico nasce sull’asse portante Berlusconi-Fini’ mentre La Russa commenta la frase del leader Udc (’non tutti sono in vendita’) ricordano la favola di Fedro ‘la volpe e l’uva’. ‘Peccato per Casini perche’ Berlusconi punta a costruire il Ppe italiano’, osserva il segretario della Dc per le Autonomie Rotondi. Per Guzzanti (Fi), infine, la scelta di Casini e’ ‘masochista ma chiarificatrice, perche’ permettera’ finalmente di contare quanto vale da solo il consenso all’Udc. Dopo di che, la strada comune non potra’ che riprendere da dove e’ stata interrotta’.

 ansa

Il braccio di ferro tra Casini e PDL continua, ma la partita non è chiusa. Non conviene a nessuno.  il leader dell’UDC ha sempre detto: “noi siamo antagonisti della sinistra, la nostra area di riferimento è il centrodestra”. Questo significa che se supererà lo sbarramento del 4% alla Camera e dell’8% al Senato, nell’ipotesi che vinca Berlusconi, in Parlamento non potrà votare contro ionsieme al centro sinistra. Ma io credo che  se anche non ci sarà un accordo in extremis, pur con un gruppo autonomo,Casini farà ancora parte del centro destra.  La legge elettorale  vigente assegna il premio di maggioranza alla  Camera, alla coalizione che prenderà un voto in più . Difficile pensare che Casini e Buttiglione siano pronti a rinunciarte alla quota parte di quel premio. Non solo, ma il rischio che  il oro partito non superi lo sbarramento, non solo per il senato, ma anche per la Camera è alto, anche se nessuno può dire quanto. Ma se ciò accadesse, non verrebbe eletto neanche un deputato e nessun senatore: per l’UDC equivarrebbe all’estinzione. Ma non conviene nemmeno  al PDL. I sondaggi, per quello che valgono, danno vincente il centrodestra. La campagna elettorale  è lunga ed insidiosa. E se i voti dell’UDC si rivelassero dterminanti per sconfiggere Veltroni ? Può il centro destra mettere in forse una vittoria considerata già in tasca?   Berlusconi, Fini,  Bossi, Casini e Buttiglione, queste considerazioni le hanno certamente fatte prima di noi. Alla fine la ragionevolezza prevarrà e si riuniranno sotto la comune bandiera anti centro sinistra. La posta in palio è troppo alta .

                                                 Cesare Corda