“Il Partito Democratico rappresenta la novità assoluta della politica italiana”, aveva dichiarato l’ex sindaco di Roma. La novità in cosa consisterebbe, nei nomi ? ma non scherziamo! Walter Veltroni segretario del partito, iniziò a fare politica nel 1975 con il partito comunista.
Come molti altri si specializzò, a spese dei sovietici, studiando a Mosca il Marxismo Lieninismo per alcuni anni. Il prtesidente di detto partito nascente, non è proprio un politico in fasce, è Romano Prodi.Non c’è da aggiungere altro. Con l’accordo fatto con Di Pietro, va a scatafascio tutto il teorema messo in piedi dopo dall’aspirante premier. ”Ci presenteremo da soli al giudizio degli italiani” Questa effettivamente appariva come una novità, come un atto di coraggio ed invece Di Pietro gli ha fatto perdere la faccia e ci ha messo la sua.
Ma dopo questa concessione ce ne potrreebbero essere altre. Per esempio accettare a latere anche il simbolo della sinistra arcobaleno, dei socialisti di Boselli, e magari anche dei Radicali. Partiti dei quali Veltroni e Prodi non vogliono apparire alleati, ma con i quali, in caso di vittoria, sarebbero costretti a fare fare il Governo. Ma questi signori hanno preso gli Italiani per allocchi ? Abbiano il coraggio di essere quello che sono. Che bisogno c’era di mostrarsi con il vestitino nuovo, rosa pallido e senza la falce e martello per sembrare affidabili e credibili ?
Dall’altra parte lo scenario è diverso. Intanto perchè il Cntrodestra ha governato per 5 anni. Se la stabilità è un valore importante, questo è un dato di fatto. Berlusconi e Fini hanno accettato che il simbolo del carroccio venisse affiancato a quello del PDL solo nei ”territori di caccia” della Lega.
Altra cosa nuova: non ci sarà un programma con centinaia di pagine di promesse, ma una serie di disegni di legge o addiritura decreti legge che, con date precise , dovranno essere approvati dal Consiglio dei Ministri e dal Parlamento. C’è da sciogliere il nodo UDC.
Probabilmente Casini farà l’accordo con la Rosa Bianca, a meno che, Berlusconi e Fini, soci fondatori del PDL , non concedano una deroga. Ma la differenza più importante è, al dilà delle sigle, che sui valori e sul programma , tra Rosa Bianca e Popolo della Libertà, cè molta vicinanza. Questa e’ un’ uleriore garanzia, in caso di accordo , prima o dopo il voto, della stabilità che serve all’Italia per affrontare iun fretta i grandi problemi irrisolti .
Questa analisi può apparire di parte, e probabilmente lo è. Io daltronde non mi sno mai nascosto. Venni eletto in Consiglio Regionale della Sardegna coin Allenaza Nazionale ed ancora adesso politicamente, la penso nello stesso modo. Però, le cose che ho scritto sono tutte vere. Nella mia lunga attività di giornalista, bugie non ne ho mai scritto e detto.
Cesare Corda



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