giugno 23, 2007

Per il centro sinistra sardo Soru era una risorsa. Dopo tre anni di Governo, gli stessi partiti lo considerano una minaccia: la sua autocandidatura per le prossime regionali li spaventa.

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Da qualche mese i leaders del centro sinistra sardo hanno iniziato l’opera di demolizione dell’immagine di Renato Soru. Probabilmente pensavano di poter guidare anche loro” il carro del vincitore” ma il Presidente li ha gelati lasciando a piedi chi non la pensava comelui, imponendo, senza la minima discussione , le sue scelte.

Pugno duro con gli assessori disobbedienti , esonerati senza il minimo garbo, arrogante e minaccioso , non solo con l’opposizione ma perfino con la sua maggioranza. Ha offeso e delegittimato il Consiglio Regionale imponendo le sue scelte sulle nuove leggi e minacciando di dimettersi, decisione che avrebbe comportato l’automatico scioglimento del Consiglio, se non fossero state approvate.

E tutti, piuttosto che rischiare di essere mandati a casa, hannofatto di necessitvirt.L’idea che potessero esserei Consiglieri Regionali a mandarlo a casa, dimettendosi, non ha sfiorato, neanche per un attimo, nessuno. Mancava e manca l’ingrdiente indispensabile: il coraggio. Ora per, sopratutto la Margherita, con Paolo Fadda e i Ds con Emanuele Sanna, lo stanno scaricando.

In Risposta alla sua auto candidaturaalla Presidenza, gli hanno risposto di darsi una calmata, glielo hanno scritto anche i Socialisti e l’Udeur. Sono partiti abituati a gestire il governo, non sopporterebbero di essere tenuti a margine per altri 5 anni.Insomma, a due anni dal voto, sono gi iniziate le grandi manovre.

Per non detta l’ultima parola. RenatoSoru vanta agganci decisivi a livello nazionale. Potrebbearrivare l’imposizione della sua candidatura. Queste lotte internenel centro sinsitra potrebbero essere di grande aiuto per il centro destra, maad una condizione: che si trovi unbuon candidato.

Cesare Corda

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