Dopo tre passi falsi negli ultimi turni, il Cagliari ha centrato l’obiettivo più importante: la vittoria contro la squadra friulana. Per Giampaolo è una bella rivincita. Proprio la sconfitta a Udine gli costò l’esonero. Ora il terzultimo posto è più lontano: è distaccato di tre punti.
I rossoblu hanno strameritato la vittoria, hanno tenuto in mano il gioco, per tutto l’incontro, mettendo spesso in difficoltà gli avversari con continue folate offensive. Grande prova del ” tamburino sardo Pisano , impeccabile nelle chiusure ed inarrestabile sulla fascia di destra, e Marchini, imparerggiabile.
La partita era iniziata con il Cagliari all’attacco ma , nella prima azione offensiva , Muntari approffittando di una distrazione di Canini e Bianco aveva portato in vantaggio la sua squadra. Marchini, forse il migliore in campo, ha rimesso le cose a posto al termine di uno dei tanti attacchi del Cagliari ,segnando un goal strepitoso, con un destro fulminante su appoggio di Suazo.
Per i ragazzi di Giampaolo è stata un’incredibile iniezione di fiducia, ed hanno ripreso a macinare gioco. La svolta è arrivata dopo l’espulsione di Iaquinta , accusato dall’arbitro di aver dato una gomitata a Budel, ma il fallo è sembrato non intenzionale. L’uomo in più ha consentito al tecnico rossoblu di togliere Canini per far entrare Capone.
Ennesima azione di attacco del Cagliari, discesa di Marchini sulla corsia di destra,duello vinto di forza su Lukovic, finta e contro finta, si è bevuto la difesa , è entrato in area e ,dalla linea di fondo, ha calibrato un pallone che Capone , con un sinistro delizioso, ha messo,raso terra a fil di palo, alla destra del portiere. ERa il 2 a 1.
Manacavano quattro minuti alla fine, ma sono stati interminabili. Paralizzati dal terrore della beffa, i rossoblu hanno perso l’iniziativa del gioco. Lopez ha svirgolato una palla, facile facile, che mai avrebbe sbagliato in condizioni normali,davanti all’impietrito Chimenti . Per fortuna, dalla confusione della mischia che ne è seguita , siamo riusciti a riconquistare la palla ed a liberare.
Dopo il novantesimo, ancora cinque minuti di sofferenza. Verso la fine dei tempi supplementari , Colucci ha preso palla a metà campo, se l’è portata sulla fascia di sinistra, trotterallando e difendendola, fino alla bandierina del calcio d’angolo. Lì, ha cincischiato in attesa di subire un fallo, che è arrivato, liberatorio. L’arbitro Trefoloni di Siena ha fischiato la fine. I tre punti erano una realtà.
Il Presidente Cellino ha ripreso colore e perfino il pubblico ha ripreso conoscenza. Tutto bene dunque, però siamo ancora nella mischia. Guai abbassare la guardia. Suazo e compagni sanno che i prossimi avversari sono pericolosissimi. Fiorentina in trasferta e Roma in casa.
Con queste due corazzate , da Champions League , occorrerà fare qualche punto, per evitare di arrivare all’ultima partita , in trasferta ad Ascoli , con il cuore in gola e con l’assillo di dover vincere ad ogni costo. Proprio in una lontana ultima partita ad Ascoli, subimmo l’onta della sconfitta , che ci costò un’amara retrocessione.
Cesare Corda



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