aprile 2, 2007

Processo per il delitto di Cogne: la parola alla difesa “: Samuele sarebbe stato ucciso da un estraneo entrato in casa con l’arma del delitto . Sarebbe uno scarpone dalla suola a carro armato. In aula sono state proiettate delle foto inedite dell’autopsia . Mostravano la testa devastata del piccolo Samuele : la mamma non ce l’ha fatta a restare impassibile e si rifugiata nel bagno attiguo all’aula. Il presidente della corte Romano Pettenati ha avuto una reazione stizzita e l’ha fatta rientrare in aula- Un atteggiamento inquietante che rivela un grave pregiudizio. Con quale serenit il presidente della corte d’appello potr svolgere la sua funzione ?

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Con l’arringa del nuovo avvocato difensore di Anna Maria Franzoni Paola Savio , ripreso questa mattina il processo presso la Corted’Appello di Torino sul delitto di Cogne.

Quando, su richiesta del difensore, sono state proiettate in aula alcune foto inedite dell’autopsia che mostravano il craniodevastato del piccolo Samuele, Anna Maria Franzoni non ce l’ha fatta a restare impassibile .

E’ uscita dall’aula ed andata nell’attiguo bagno. Ma questo ha provocato una stizzita reazione del Presidente della corte d’assise e d’appelloRomano Pettenati. “Non consento alla signora Franzoni di stare ai servizi igienici “,ha detto il presidente rivolgendosi al difensore Paola Savio , “perch in questi anni ha fatto tutto quello che ha voluto: entrata, uscita, ha fatto proclami ; ora dico che deve stare in aula , ma non nei servizi igienici”.

”Mi rendo conto, ha risposto l’avvocato Savio, che pu aver fatto di tutto, ma non aveva mai assistito alla proiezione delle foto della testa massacrata del figlio”. Il Presidente non ha voluto sentire ragioni, quindi, Annamaria Franzoni dovuta rientrare in Aula. Si sistemata vicina al suo avvocato,ma alle spalle dello schermo dove comparivano le terribili fotografie .Al suo fianco il marito Stefano Lorenzi.

Idue coniugi, con il capo chino ,a volte si coprivano il viso con le mani per non vedere.E’inquietante che il Il presidente Pettenati abbia avuto questa reazione nei confronti di una mamma comprensibilmente sconvolta dalla vista di quelle foto, costringendola , per esercitare il suo diritto di assistere al suo processo, di sottoporsi al supplizio di quella proiezione.

Inquietante perch, quell’assoluta mancanza di sensibilit da parte del Presidente della corte che la sta giudicando, accredita l’idea che egli pensi che Anna Maria Franzoni sia colpevole e che i suoi pianti altro non siano che una sceneggiata. Solo cos si pu spiegare quell’arido ed intransigente comportamento.

Ma questo appare come un pericoloso pregiudizio,che si manifestaquando si ancora a met del dibattimento. E’ veramente un gran brutto segnale ! L’accorata difesa di Paola Savio introduce un’importantenuova ipotesi.

Porta in aula un sabot con la suola a carro armato, indicandola come la probabile arma del delitto che peraltro non mai stata trovata. La struttura di questa vecchia scarpa valdostana , secondo la Savio, sarebbe compatibile con le ferite e le fratture riscontrate nella testa del bambino. A sostegnodi questa tesi,ha citato una relazione del perito professor Carlo Torre, che stata acquisita agli atti, dalla quale si evince che vennero rilevate fratture e ferite simili, in occasione di un omicidio avvenuto in Germania. La morte venne causata da un calcio, nel 1933. Ma quella perizia ,oggi richiamata con forza dalla difesa, punta il dito anche due importantissime macchie di sangue trovate lungo l’eventuale via di fuga del possibile assassino esterno, a suo tempo trascurate dagli uomini del RIS , forse troppo orientati a trovare le prove a conferma di un’unica tesi accusatoria: la colpevolezza di una madre, troppo frettolosamente, credutaassassina.

Il processo ancora lungo e , certamente riserver nuovi colpi di scena.

Cesare Corda